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Davide Vs Golia?

 

“Siam troppo piccoli?

Quasi certo; ma non vogliam diventare troppo grandi…”

Si potrebbe forse riassumere in questo modo il pensiero di molti cooperatori alle prese con il quesito: c’è un rapporto tra le dimensioni dell’organizzazione e la capacità di far fronte alla crisi economica?

ombra zampa elefanteLe radici storiche

Che “piccolo sia bello” è una radicata e diffusa convinzione che deriva, sicuramente, anche dalla storia italiana. Il nostro tessuto sociale e produttivo nasce e prospera con l’impresa famigliare, con i distretti locali che raggruppano piccole imprese attorno ad una vocazione produttiva.

Più volte Graziano Torti (Presidente/Imperatore di Cooperativa Sociale Charis) ci ha fatto presente come, in Italia, di fusioni vere se ne siano viste poche…mentre tante sono state le acquisizioni, con relativo strangolamento di (molte) piccole imprese da parte di (poche) grandi.

La paura

Il grande fa paura. Si enfatizza, della struttura enorme, l’aspetto spersonalizzante, alienante.

Le grandi imprese sembrano tutte affette da acromegalia, la quale, come ci ricorda Giorgio Soffiato,  è una malattia che associa la crescita eccessiva ad una progressiva difficoltà di visione.

Che ne fosse o meno affetto Golia è un’ipotesi storica sollecitante…ma per le grandi imprese francamente mi pare un po’ semplicistico l’approccio: credo che l’analisi debba prendere in considerazione fattori più complessi 🙂

Strategie alternative

La cooperazione tra cooperative (6°Principio dell’ICA International Cooperative Alliance), la Sharing Economy, la condivisione di servizi…insomma, una strategia alternativa ai pericoli della grande dimensione potrebbe basarsi su tutto ciò che può essere utile a:

1) ridurre i costi creando economie di scala

2) unire le forze per raggiungere obiettivi comuni

3) utilizzare la propria diversità e valorizzare le proprie identità per creare un ecosistema più ricco

Nello stesso alveo, Matteo Orlandini parla di co-produzione, individuando in forme organizzative che riescano a produrre con e per le persone una risposta a spinte culturali (e di riflesso organizzative) in sintonia con l’esigenza di nuovi stili di vita.

 

Pareri?

Di dimensioni macro e micro delle cooperative scrissi anche qui qualche tempo fa. Il tema sollecita testa e pancia, come dimostrano i commenti allora raccolti, e merita una riflessione non superficiale.

Troppo semplice e rischioso (s)cadere nelle parole d’ordine e nell’entusiasmo acritico per la novità.

E voi? Che ne pensate?

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Un commento su “Davide Vs Golia?

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