Lavoro Bene Comune

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Balzi in Rete 5/14

Lavoro Bene Comune nella Rete, aggiornamento di metà novembre.

Lavoro Bene Comune

Re-inventarsi il mestiere

Mentre Andrea Danielli, su Chefuturo!, s’interroga in modo molto originale rispetto alla disoccupazione tecnologica (è proprio vero che ci sono lavori che i robot non sapranno mai fare?!), in rete appaiono interessanti post che incoraggiano chi è in crisi lavorativa a re-inventarsi un mestiere.

Ve li segnalo volentieri, a partire dal codista: Giovanni Cafaro, il primo codista italiano, è molto ottimista sul futuro della nuova professione, lo racconta sulla Nuvola del Lavoro e ha, tra l’altro, da poco siglato il primo Contratto Collettivo Nazionale per la categoria.

Sempre sulla Nuvola del Lavoro, poi, si parla della nuova vita dei Parrucchieri: tariffe più basse, è vero, ma clientela riconquistata grazie ad orari flessibili di apertura e marketing “fai-da-te” sui Social Media.

Innovazione in campo di organizzazione del mestiere anche per Cortilia, servizio di recapito a domicilio di frutta e verdura lancia la propria App per Smartphone e conta di passare da sette a quaranta collaboratori (qui il post di Corriere Innovazione).

Sharing Economy

Entro lunedì 17 novembre si potrà partecipare alla consultazione pubblica, promossa dal Comune di Milano e che porterà alla stesura di un documento d’indirizzo in materia.

Si tratta del primo esempio del genere sul territorio italiano, ne parla Ivana Pais (qui), sarà interessante partecipare, osservare i risultati e, soprattutto, capire come l’amministrazione darà seguito al proposito di sostenere le iniziative di Share Economy.

Nel documento, cui ognuno può dare un contributo (usando DOCS di Google), si dice:

“La sharing economy non è una reazione temporanea alla crisi. E’ invece un modo nuovo e diverso di pensare e agire i modelli di sviluppo e il rapporto tra amministrazione e cittadino, dove i soggetti esterni non sono considerati solamente portatori d’interesse (stakeholder) in conflitto o in antitesi con il pubblico, ma anche solutionholders in grado di co-progettare, e co-gestire pratiche, spazi, beni e servizi.”

Allargando la prospettiva

L’Istituto Statistico Italiano sta analizzando le bozze della Legge di Stabilità e sostiene che avrà un modesto effetto sul PIL: si prevede che il Pil rimanga sotto la barra della crescita all’un per cento almeno sino al 2016.

Sarà sufficiente a rilanciare un po’ di occupazione?

Sul fronte dei lavoratori fragili, numeri molto preoccupanti arrivano dalla VII Relazione al Parlamento sull’attuazione della legge 68/99 “Norme per il Diritto al Lavoro dei Disabili”.

Per Simone Fanti (dal Blog Invisibili) “I numeri rendono conto più di mille parole della situazione: gli iscritti agli elenchi unici provinciali del collocamento obbligatorio sono 676 mila (68 mila sono i nuovi iscritti nel corso del 2013). Ciò che allarma di più è il numero di avviamenti che sono crollati al minimo storico: dalle 22.360 mila persone con disabilità che hanno trovato impiego nel 2011 alle 18.295 nel corso del 2013”.

Molte, soprattutto negli enti pubblici, sono poi le postazioni “vacanti”, ossia i posti in riserva che non trovano adeguati profili tra le persone con disabilità.

In questo quadro una buona opportunità rimane quella del ricorso all’art.14 della legge 68/99: la norma che consente alle aziende di assegnare commesse di lavoro a cooperative sociali che, “in cambio”, assumono persone con disabilità che vanno a coprire gli obblighi di legge della prima azienda in percentuale definita da un protocollo d’intesa stipulato con la vigilanza della Provincia.

Capitolo Riforma del Terzo Settore: lunedì 10 novembre alla Commissione Affari Sociali, impegnata nell’esame del testo di legge, audizione per una trentina di sigle di portata nazionale.

Si comincia con gli enti maggiormente rappresentativi in tema di Servizio Civile, poi il Forum del Terzo Settore, il CSVnet (Coordinamento dei Centri Servizio Volontariato), l’Alleanza Cooperative Italiane, l’ACRI Associazione Fondazioni e Casse di Risparmio, Banca Etica, Banca Popolare Etica…

Tra le critiche al testo di riforma: l’eccessivo peso dato all’impresa sociale rispetto all’associazionismo (mah…avranno letto bene?!), la vaghezza delle proposte in tema di Servizio Civile (concordiamo), la mancanza di proposte per una finanza etica (condividiamo in pieno); ACI Alleanza Cooperative Italiane, poi, ha evidenziato le criticità inerenti alla misurazione dell’impatto sociale e all’aggiornamento delle categorie di lavoratori svantaggiati (il testo di ACI lo trovate nella sezione Documenti di questo sito…grazie a Maurizio Marchesini, direttore dei Sommozzatori della Terra, per la segnalazione 🙂 )

Ciao!

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