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Balzi 7/14: il Bene Comune in “Rete”

Lavoro Bene Comune e temi affini per il consueto appuntamento con Balzi in Rete
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In Mezzo…ai guai

Eh già, purtroppo non si può che partire da qui: il caso di Mafia Capitale.

Il Terzo Settore ne è sollecitato (o gettato nel fango…) sin dalla denominazione che le Forze dell’Ordine hanno scelto per identificare l’operazione: Mondo di Mezzo.

Due i post di spessore che vi segnaliamo, provengono entrambi da Vita.it.

Il primo è di Riccardo Bonacina.

Se l’indagato Buzzi sostiene che  “il vero business è il sociale, le cooperative, perché i soldi arrivano, i fondi per le emergenze passano tutte da lì”, Bonacina sollecita il Terzo Settore a “prendere posizione, parlare o anche urlare. Per farlo non bisogna avere paura di fare pulizia, e magari non aver paura della misurazione degli impatti della propria azione sociale”.

Il secondo post è di Flaviano Zandonai, che evidenzia due aspetti della vicenda:

1. La Narrazione: è il tramonto dello Story Telling legato al mito della purezza del Terzo Settore, al non-contaminazione con il profit.

2. La Valutazione: scrive Zandonai che “soggetti formalmente in regola rispetto al social accounting erano in realtà giganti con i piedi di argilla. Cioè che poggiano su strumenti di controllo che, per ragioni diverse, non funzionano e quindi depotenziano valutazioni più sofisticate, fino a far regredire gli indicatori al ruolo di foglia di fico che nasconde vergogne più grandi”. Un pensiero (nostro) sui meccanismi di rendicontazione: se sono autoreferenziali, non servono a nulla, se sono autenticamente aperti, possono essere la nostra salvezza (di misurazione di impatto sociale abbiamo scritto qui e qui).

Jobs act (e altro)

Approvata anche dal Senato la Legge Delega sul Jobs Act (qui il testo completo).

Si tratta, per l’appunto, di una Legge Delega: bisognerà quindi attendere i decreti attuativi per poterne valutare la reale portata.

Queste le deleghe contenute nella legge:

– Riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali

– Riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive

– Disposizioni di semplificazione e razionalizzazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese

– Testo organico semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro

– Revisione e l’aggiornamento delle misure volte a tutelare la maternità e le forme di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Sappiamo cosa ne pensano i sindacati (questo post esce nel giorno dello sciopero generale)…mentre La Nuvola del Lavoro, Blog del Corriere della Sera, ci fa sapere che la riforma piace alle Agenzie di Somministrazione: il contratto a tutele crescenti è visto come un passo verso la Flexsicurity e consentirà alle agenzie di assumere ancora più personale a tempo indeterminato, con la formula dello Staff Leasing.

In questo post, invece, vi segnaliamo un approfondimento de LaVoce.Info sulla delega riguardante il ri-ordino dei contratti e l’introduzione della previsione del tempo indeterminato a tutele crescenti, laddove si auspica che tale forma contrattuale sostituisca la para subordinazione (Contratto a progetto e Co.Co.Co. Collaborazioni Coordinate e Continuative) e gli incarichi professionali per Partite IVA mono committenti a basso reddito.

Ancora in itinere, invece, la Legge di Stabilità.

Le ultime bozze sono quasi tutte positive per il non-profit: 500 milioni per il 5 per mille (contro i 400 degli ultimi anni), Fondo non autosufficienza corretto a 450 milioni, Fondo per la famiglia a 315 milioni, detrazioni per le donazioni alle ONLUS al 26% (con un massimale di 30.000 euro per contribuente).

Nota dolente l’aumentata tassazione verso le Fondazioni di origine bancaria: quei 150 milioni richiesti dallo Stato saranno tagliati dalle erogazioni a favore del non-profit che, ovviamente, sarà la vera vittima di quest’ultimo provvedimento.

Lavoro e Giovani, una priorità…da troppo tempo!

Sempre da LaVoce.Info prendiamo l’ultima suggestione della settimana: la fiducia dei giovani verso il Jobs Act è molto bassa, perché?

Forse perché ormai da troppo tempo si sentono ripetere dal governante di turno che “il Lavoro dei Giovani è una priorità?”.

Bisognerebbe smettere: i dati testimoniano che gli annunci portano male 🙂

Tabella giovani

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4 commenti su “Balzi 7/14: il Bene Comune in “Rete”

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  2. Pingback: Lavoro Bene Comune nella Rete: Balzi 1-15 | Lavoro Bene Comune

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