Lavoro Bene Comune

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Balzi in Rete, Lavoro Bene Comune 4-15

Jobs Act, co-working e felicità nei Balzi in rete di questa settimana…

LAVORO BENE COMUNE JOBS ACT

Jobs Act

Non può che esserci il Jobs Act, in primo piano, con l’approvazione dei decreti attuativi si entra nel vivo della Riforma del Lavoro nell’era Renzi.

L’attenzione maggiore è posta al riordino delle discipline contrattuali, con l’introduzione del Contratto a Tutele Crescenti ma non solo.

L’ex Ministro Tiziano Treu, dalla Nuvola del Lavoro, illustra le principali innovazioni:

  • eliminazione dell’associazione in partecipazione del job sharing
  • conferma (anzi ampliamento) del lavoro intermittente che si avvicina così ai mini jobs dell’ordinamento tedesco
  • eliminazione del contratto a progetto (ma rinvio alla contrattazione collettiva per casi specifici)
  • conferma della collaborazione coordinata e continuativa, se non ricorrono i caratteri della etero organizzazione e della etero direzione

Attenzione: le nuove modalità di tutela previste per il contratto a tutele crescenti (leggi abolizione dell’articolo 18) varranno anche per i lavoratori che si vedranno trasformare un contratto a tempo determinato (tutele “ante Jobs Act”) in un contratto a tempo indeterminato.

Qui il testo di tutti i decreti licenziati.

Si sprecano le previsioni di aumento dell’occupazione a seguito dell’applicazione del combinato renziano (meno tutele + incentivi economici per le assunzioni): 100.000, 150.000, 180.000 lavoratori…chi offre di più?

Co-working

Un altro modo di lavorare.

E’ questo che promettono i co-working.

Per il sito coworkingitalia.org si tratta di “un nuovo modo di vivere il proprio lavoro, che prevede la condivisione degli spazi lavorativi mantenendo un’attività indipendente. Per questo coloro che lavorano in coworking non necessariamente fanno parte della stessa organizzazione, anzi: in un unico ambiente si possono trovare più aziende e liberi professionisti operanti in campi anche lontani tra loro.

Il coworking non è ovviamente solo un ambiente fisico, ma è anche e soprattutto uno spazio mentale e un contesto relazionale. Chi vive il coworking condivide spazi e idee in un ambiente collaborativo e stimolante: attraverso le interazioni quotidiane i coworkers possono sviluppare il proprio network in una community che unisce i pregi di un generatore di business alle qualità delle reti informali.”

Sono 349 i coworking italiani (88 solo a Milano), offrono wi-fi, scrivanie, sale riunioni, spazi relax, caffè, stampanti, fax…

C’è chi si trova talmente bene che cerca co-working anche in vacanza: date un’occhiata a questo post di SecondoWelfare!

Si tratti di esigenze del mondo lavorativo moderno, di dipendenza dal lavoro o di un diverso modo di intendere l’equilibrio dei tempi di vita credo comunque che, dato il successo (in sette anni si è passati da 29 a 1373 postazioni a disposizione), varrà la pena di conoscerli meglio, per capire come cambia il mondo del lavoro…e se può esserci un ruolo anche per il Terzo Settore.

Felicità

Chiudiamo con un pezzo “alto”.

Consiglio questo post di Riccardo Bonacina, direttore di Vita.it, dal quale rubo:

  1. la citazione di Adriano Olivetti “Non c’è dovere che sottovalutiamo di più del dovere di essere felici. Quando siamo felici, seminiamo anonimi doni nel mondo, che restano sconosciuti anche a noi stessi o, se rivelati, sorprendono il benefattore più di chiunque altro. L’altro giorno un monello cencioso e scalzo correva per la strada dietro a una biglia, e aveva un’aria così allegra da mettere di buon umore chiunque lo vedesse… io approvo chi incoraggia i bambini sorridenti piuttosto che quelli piagnucolosi… È meglio incontrare un uomo o una donna felice piuttosto che una banconota da cinque sterline. Lui o lei, sono fuochi che irradiano benessere; il loro ingresso in una stanza sembra accendere una candela in più, dimostrano nella pratica il grande Teorema della Vivibilità della Vita
  2. l’esortazione alle realtà che operano nel sociale “Chi vuole cambiare il mondo, chi non si accontenta dello status quo, chi esercita un po’ di responsabilità e di solidarietà dovrebbe essere persona in grado di contagiare gli altri con il sorriso e l’entusiasmo, con la positività pratica di chi ama essere in movimento. Di chi non s’aspetta che il futuro sia gentile concessione di altri o qualcosa di finanziabile. No, il motore del nostro futuro non può che essere il nostro desiderio di felicità e perciò di cambiamento

Ciao 🙂

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 26 febbraio 2015 da in Balzi in Rete, Lavoro Bene Comune, Senza categoria con tag , , , .
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