Lavoro Bene Comune

Più di un Blog…

Balzi in Rete 5-15: Lavoro Bene Comune in chiaroscuro

Brevissimi e agrodolci Balzi in Rete di questa settimana: il Lavoro, quale Bene Comune, in controluce…

Lavoro Bene Comune

Il Selfie del Jobs Act…

Secondo il presidente dell’INPS, Tito Boeri, nei primi venti giorni di  febbraio 76 mila imprese  hanno fatto richiesta di decontribuzione per assunzioni a tempo indeterminato, beneficiando dei contributi previsti dalla legge di Stabilità (sugli incentivi si veda qui il nostro post).

Si narra (qui) che il ministro Poletti non riesca nemmeno andare al Bar senza che qualche giovane chieda di farsi un selfie con lui:  finalmente arrivano i contratti a tempo indeterminato!

…che è già superato?

Per qualcuno il Jobs Act nasce già vecchio!

Perché?

Perché la visione del lavoro che lo informa è superata: è una legge incentrata sul contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e trascura le trasformazioni tecnologiche e demografiche che cambiano economia e lavoro.

Ne parlano in questo interessante post Michele Tiraboschi e Francesco Seghezzi (di ADAPT, Associazione fondata da Marco Biagi); per i due docenti:

“Sempre più il lavoro è – e ancor più  sarà – connotato da tratti di autonomia e creatività che superano le logiche novecentesche di comando e controllo con conseguenti istanze di partecipazione e condivisione tanto dei rischi come dei risultati d’impresa.

Il modello capitalista della subordinazione tra lavoratore e datore di lavoro, pur ancora dominante in molte regioni del mondo, Italia compresa, non è il modello che si sta poco a poco affermando. Tale modello si basava su alcuni presupposti che lo sviluppo tecnologico e dei sistemi produttivi stanno scardinando.”

Il lavoratore, in molti campi, non dipende più dai mezzi di produzione messi a disposizione dall’imprenditore e può avere una notevole autonomia gestionale per quanto riguarda i tempi di lavoro, il luogo di lavoro, l’accesso a informazioni che un tempo erano limitate.

Lo sviluppo tecnologico sposta la maggior parte dei lavoratori nel campo dei servizi e questo comporta una mutazione socio-antropologica: il lavoratore è sempre più artigiano della conoscenza.

Di fronte alle potenzialità e ai rischi di tali mutazioni, ragionare ancora nei termini del “lavoro tradizionale” significa proporre una medicina inefficace contro le disuguaglianze e i deficit di accesso al mercato del lavoro.

Già…penso però alle cooperative di inserimento lavorativo: che dire ai lavoratori svantaggiati (raramente identificabili con gli “artigiani della conoscenza”) che da decenni attendono sistemazioni lavorative stabili?

GEC 2015: Stati Generali dell’imprenditorialità

E’ la settimana del Global Entrepreneurship Congress, l’evento internazionale dedicato all’imprenditorialità a sostegno dei mercati e dell’impresa innovativa.

La settima edizione si tiene a Milano: presenti imprenditori, politici, giornalisti da tutto il mondo per parlare d’idee, tecnologie e prodotti innovativi.

E’ una manifestazione importante, organizzata da Meta Group, un think thank internazionale dedicato alla crescita delle imprese ad alta intensità di conoscenza.

Dal mondo della cooperazione sociale nessuna presenza registrata 😦

Una buona notizia: Servizio Civile Nazionale

Pubblicato il bando per il Servizio Civile Nazionale: è un opportunità per 29.972 giovani!

Sono oltre tremila i progetti approvati, le posizioni aperte riguardano enti in tutta Italia (con 680 postazioni per svolgere il Servizio Civile all’estero).

Anpas e Arci Servizio Civile sono le organizzazioni con maggiori postazioni, ma i giovani potranno contare anche su oltre 1400 invii nelle realtà aderenti a Confcooperative e Legacoop.

Un certo numero di sfumature di grigio

Dopo i bianchi e i neri delle notizie precedenti ecco arrivare il grigio: il  disegno di legge delega sulla Riforma del Terzo Settore è stato licenziato dalle Commissioni e approda in Parlamento (il testo completo nella nostra sezione Documenti).

Ne parleremo più diffusamente (qui una sintesi dei punti salienti), anticipiamo però le tante sfumature di grigio che la contraddistinguono e che Parlamento e Governo dovranno (si spera) chiarire: la ripartizione degli utili nelle imprese sociali, la definizione delle nuove categorie dei lavoratori svantaggiati, il Servizio Civile, le risorse economiche…

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Questa voce è stata pubblicata il 19 marzo 2015 da in Balzi in Rete con tag , , , , .
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