Lavoro Bene Comune

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Balzi in rete 7-15: (Non) Lavoro Bene Comune

Lavoro Bene Comune, Jobs-act, Non-Lavoro e tecniche di Comunicazione nel post di questa settimana:

Lavoro Bene Comune Jobs Act

Lavoro e Non-lavoro

Pubblicati i primi dati sull’occupazione del dopo Jobs-act.

Nel mese di marzo le attivazioni dei nuovi contratti di lavoro, eccettuati i lavoratori domestici e la Pubblica Amministrazione, sono state 641.572 a fronte di 549.273 cessazioni: il saldo attivo è stato di 92.299 contratti.

I contratti a tempo indeterminato attivati sono stati 162.498 (quasi 54.000 in più rispetto al marzo 2014) con un saldo positivo (al netto di quelli cessati) di circa 31.000 contratti.

Calano i contratti a tempo determinato e quelli di apprendistato.

Il non lavoro è però, naturalmente, ancora un fiume in piena e, per arginarne gli effetti, il neo-Presidente dell’INPS, Tito Boeri, propone il reddito minimo garantito per i disoccupati over 55 anni: persone che, se perdono il lavoro, riescono a re-impiegarsi solo nel 10% dei casi.

Il Ministro Poletti concorda: la categoria dei 55enni usciti dal mondo del lavoro che non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione è, probabilmente, la categoria più penalizzata dalla crisi.

Però, sostiene, difficile generalizzare le misure di sostegno al reddito…

Lasciateci fare i provinciali…

Per una volta, dai…

Sulla Nuvola del Lavoro si parla di alternanza scuola-lavoro nel varesotto, patria di elezione di molte delle cooperative che sostengono Lavoro Bene Comune.

 

Retorica

C’era un tempo, neppure troppo lontano, in cui il termine “Retorica” individuava una nobile arte e non, come spesso accade oggi, un discorso tanto ricco di orpelli quanto povero di contenuto.

C’era un tempo in cui le scuole di Retorica erano ambite dalle persone che intendevano imparare a convincere il pubblico a seguirli nelle proprie iniziative di governo e cambiamento della cosa pubblica.

E’ a questa tradizione che ci richiamiamo segnalando questo post di CorriereInnovazione: come costruire discorsi per convincere il pubblico della bontà del proprio progetto, prendendo spunto da grandi imprenditori (da Steve Jobs ad Adriano Olivetti).

Ecco le 10 regole:

  1. L’oratore non è mai solo. Si esprime sempre in concomitanza o in opposizione ad altri oratori (presenti o impliciti nelle credenze dell’uditorio), e sempre in funzione di altri discorsi
  2. Costruire  sempre un impasto indissolubile tra res e verba, tra argomenti e forme espressive; i fatti non sono più importanti delle parole e le parole non lo sono più dei fatti
  3. Ricordarsi il principio di incertezza di Quintilliano: gli schemi o i metodi non possono comprendere la complessità del reale. Ogni tassonomia, catalogo di strumenti o metodo sarà sempre parziale
  4. Iniziare sempre con la «captatio benevolentiae» («assumendo» anche uno specifico carattere – l’ethos – adatto all’uditorio) per ottenere innanzitutto la sua fiducia
  5. Ricordarsi sempre che «Excusatio non petita, accusatio manifesta» (scusa non richiesta, accusa manifesta): chi si scusa si accusa
  6. Usare sempre i 3 «mezzi di persuasione»: ethos (autorevolezza morale e competenza), pathos (emozione), logos (ragione)
  7. Mai spiegare tutto in modo puntiglioso e prolisso, ma sempre lasciare all’uditore qualcosa da comprendere e da dedurre da solo
  8. Ricordarsi dell’efficacia del principio del tre: è il «numero perfetto» di cose importanti da dire e ricordare (una è poca e quattro son troppe…)
  9. Usare – quando si è in difficoltà – il corax (una delle tecniche retoriche più antiche); l’apparenza inganna: quella che sembrerebbe la causa più naturale … non può esserlo … è troppo prevedibile
  10. Ricordarsi l’importanza dello stile e la sua dipendenza sia dalla propria personalità (autenticità) che dal contesto in cui si comunica (per non essere «fuori luogo»).

Le dieci regole (e gli esempi pratici citati nel post del Corriere) potrebbero ispirarci quando parliamo dei progetti delle nostre imprese sociali.

Come? Difficile?

Bè, qualcuno ha mai detto che è semplice comunicare il non-profit?

Ciao!

 

 

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