Lavoro Bene Comune

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Atto Finale: Social Return On Investment

Cooperare, inserire al lavoro persone svantaggiate, predisporre gare con clausole sociali…tutte fantasie e nostalgie di animi romantici e idealisti?

In parte, forse; ma anche scelte razionalmente e scientificamente improntate al Bene Comune, al meglio per la collettività.

Già, ma come dimostrarlo?

Con strumenti che possano evidenziare che la competizione al massimo ribasso non è affatto l’opzione più conveniente ed efficiente.

Lo SROI può essere, in tal senso, un dispositivo utile: aiuta, se ben congegnato, a evidenziare il ritorno, il vantaggio, l’impatto di un progetto restituendo un rapporto (Ratio) tra euro investiti ed euro ottenuti dalla collettività in termini di cambiamenti materiali e immateriali.

Leggete i nostri post precedenti (1, 2, 3 e 4) per un riassunto delle prime fasi di tale valutazione, come proposte dalla Guida Ufficiale di SROI Network (pubblicata da Human Foundation e scaricabile anche dalla sezione Documenti del nostro sito), e sarete pronti ad affrontare l’atto finale.

Social Return On Investment Cooperativa Sociale Inserimento Lavorativo Lavoro Bene Comune

Abbiamo già imparato come stabilire il campo d’analisi, mappare gli outcome, dimostrarli e definire l’impatto.

Ci rimangono da affrontare le ultime due fasi:

  • Calcolare lo SROI. Questa fase consiste nella somma di tutti i benefici, la sottrazione dei valori negativi e la comparazione tra risultato e investimento.
  • Restituire, utilizzare e integrare. Quest’ultimo passo, fondamentale, consiste nel condividere i risultati con gli stakeholder, integrando le nuove valutazioni nell’ottica della circolarità partecipativa.

 

Calcolare lo SROI

Ecco i quattro passaggi fondamentali per il calcolo del nostro rapporto (ratio) tra risorse di input e valore attribuito ai cambiamenti:

  1. Proiettare verso il futuro
  2. Calcolare il valore attuale netto
  3. Calcolare il ratio
  4. Analisi di sensitività

Durante l’Atto terzo avevamo accennato alla necessità di stabilire delle durate per i nostri outcome.

Si può però presumere che l’efficacia del nostro progetto perda d’intensità per periodi lontani dal termine delle azioni: occorre allora decrementare i valori degli outcome (di una percentuale da noi stabilita) per il numero di anni che ci proponiamo di prendere in considerazione.

Per calcolare il valore attuale netto occorre introdurre il concetto di attuazione e il principio chiamato “Valore temporale del denaro”.

Dalla Guida Ufficiale SROI Network:

L’attualizzazione riconosce che le persone generalmente preferiscono ricevere una somma di denaro oggi piuttosto che domani, a causa del rischio potenziale (es. che la somma non sia pagata) o a causa di un costo opportunità (es. possibili guadagni da altri investimenti).

Questo concetto è noto come “valore temporale del denaro”. Un individuo può avere un alto tasso di sconto – per esempio, se accettasse € 2 l’anno, invece di € 1 subito, il risultato sarebbe un tasso di sconto del 100%. (pag. 69).

Quale tasso utilizzare per scontare tale concetto dai nostri valori?

E’ un tema piuttosto complicato…la stessa guida, nel medesimo paragrafo, ammette che si tratta di un problema ancora controverso e passibile di revisioni…ma, finalmente, una volta trovato il nostro Valore Attuale, possiamo calcolare il nostro rapporto (Ratio) SROI!

Ratio SROI = Valore Attuale/Valore degli Input

Quel rapporto, quindi, che ci consente di affermare: per ogni euro che la pubblica amministrazione (o altro investitore) impegna sul progetto, la collettività ne beneficia per x (3,4,5…) euro!

Una gran fatica, ma un risultato potenzialmente molto interessante per passare, come dicevamo in introduzione, da una visione esclusivamente romantica, idealista (ma fondamentalmente irrazionale) del lavoro sociale, a una visione pragmatica, razionale e scientifica.

Se avremo impostato i nostri calcoli su un semplice excel, esso ci consentirà facilmente di effettuare alcune simulazioni e di ipotizzare quali fattori hanno un maggiore impatto sul risultato SROI finale: avremo così espletato anche la fase dell’analisi di sensitività.

 

Restituire, utilizzare e integrare

Siamo arrivati sin qui e vogliamo tenere tutte le informazioni per noi?

No!!!

Non serve a nessuno e ci perdiamo la possibilità di comunicare e diffondere i nostri risultati; ancora una volta: cogliere l’occasione per coinvolgere i propri portatori d’interesse per confrontarsi sulle attività, sulla valutazione effettuata e superare l’approccio autoreferenziale.

 

Bene, la lunga rappresentazione è terminata, gli attori attendono i commenti del pubblico ma, soprattutto, sono pronti per l’applicazione pratica 🙂

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