Lavoro Bene Comune

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Le persone di Lavoro Bene Comune: Ivan Trapella

Continuiamo il nostro viaggio tra le persone e i professionisti che animano il progetto “Lavoro Bene Comune” e le cooperative che lo sostengono.

E’ la volta di Ivan Trapella, socio e responsabile dell’area sociale di Naturcoop.

Quando e come è iniziata la tua esperienza nella Cooperativa sociale Naturcoop ?

Mi sono laureato in psicologia cognitiva nel 2008, e, circa 7 anni fa,  in modo del tutto casuale,  ho avuto l’opportunità di entrare nel mondo della Cooperazione sociale. Dal 2010 sono il responsabile dell’Area sociale/risorse umane di Naturcoop. In precedenza, mi occupavo della gestione della DOTE ammortizzatori sociali per Regione Lombardia, svolgendo colloqui psicologici con i lavoratori cassintegrati, figli – purtroppo – numerosi dell’odierna crisi economica .

Cosa senti di aver portato nel mondo della cooperazione ? E cosa, quel mondo, ti ha dato ?

Senza ombra di dubbio, sono più le cose che ho imparato da questo mondo , rispetto a ciò che mi sento di aver portato.

Prima di tutto, senza scadere nella retorica, posso assicurare che il confronto quotidiano con le persone che vengono definite “svantaggiate”,  ti arricchisce umanamente, e non solo.

Sai di poter fare qualcosa per gli altri ogni giorno, e di non essere solo un  “servente al pezzo”: conosci persone che arrivano da contesti differenti , che hanno alle spalle storie difficili e  di grande sofferenza, ma che puoi aiutare a rialzarsi per ripartire verso un futuro migliore, attraverso un lavoro che  restituisca loro speranza e dignità.

Certo, non è tutto oro quello che luccica : a volte i progetti non vanno a buon fine ( alcuni casi sono davvero disperati ), il rapporto con i servizi territoriali non sempre funziona come dovrebbe, si sopravvive con una costante penuria di fondi  per il sociale (la burocrazia statale di certo non aiuta)  e , la relazione tra le stesse Cooperative ( che dovrebbe rappresentare un nostro punto di forza ) è , in linea di massima, carente.

Ciò nonostante, anche tra  mille difficoltà , il nostro è e resta un lavoro insostituibile, diverso e  importante, che facciamo per NOI e per LORO.

All’inizio, nel rivolgermi a LORO,  abusavo della parola “utenti”: dopo un solo anno sono diventati “colleghi”, ed ora, grazie all’opera di aggregazione svolta dalla Cooperativa,  sono “soci” e  “amici” con i quali condivido anche interessi che vanno oltre il lavoro ( ad esempio, la musica ).

Una tematica , a mio parere importante , che vorrei invece introdurre e sviluppare nel mondo della Cooperazione sociale, è quello della valutazione e della misurazione nel nostro lavoro ( e con “nostro lavoro”  intendo l’andamento dei percorsi di reinserimento socio-lavorativo ).

E’ ovvio che i cosiddetti “attributi psicologici” di un soggetto costituiscono delle variabili non osservabili, la cui natura è solamente deducibile : proprio per questo necessitiamo di unità di misura che ci consentano di determinare numericamente il fenomeno .

Poiché ci occupiamo di lavoro, la valutazione numerica di alcuni suoi aspetti  ( capacità di relazione, rispetto delle regole, professionalità, etc.) relativi alla persona considerata, può permetterci di ottenere una misurazione abbastanza fedele dell’andamento del percorso di reinserimento, e , per ciò, un risultato confrontabile.

 

Quali ritieni siano, oggi, le sfide più importanti da affrontare come Cooperative sociali ?

Le sfide sono molte e difficili .

Partirei dalla ridefinizione delle categorie di svantaggio ( ormai datata ) allargandola ed aggiornandola ad altre tipologie. D’altronde, con l’evolversi della società, si evolvono anche le difficoltà delle persone.

Necessitiamo di creare una rete maggiore tra le Cooperative, che sia realmente utile allo sviluppo del lavoro sul territorio  e per riuscire a “resistere” nei momenti più neri, con delle aggregazioni maggiormente rappresentative.

Dobbiamo sperimentare un nuovo concetto di pensiero Cooperativo, più aperto a inedite ipotesi di lavoro e organizzazione dei servizi, fornendo risposte a nuovi bisogni,   uscendo  da quella che si sta trasformando in una  istituzionalizzazione,  per  creare   nuove alleanze con gli attori sociali ed economici.

Infine, vorrei che il mondo della Cooperazione non venga più considerato come una semplice “badante” delle persone svantaggiate in attesa di un loro recupero e reinserimento nella società, ma , a fronte di una ridefinizione della nostra immagine ed un aggiornamento dei contenuti, essere semplicemente ciò che siamo : una risorsa importante per il territorio in cui operiamo.

 

Grazie per il tuo lavoro Ivan, a presto!

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