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La Riforma degli Appalti nell’era Cantone

Il Senato approva (14 gennaio 2016) il disegno di legge delega al Governo per la riforma del Codice degli Appalti, fissando 70 punti chiave che dovranno guidare il governo nella riforma, da approvarsi entro il 18 aprile.

Nel testo c’è molto del Cantone-pensiero: è un bene? Un male?

Chissà, di certo il Presidente dell’Autorità Anti Corruzione, nei mesi scorsi, non è certo stato tenero verso il Terzo Settore…e il Parlamento, espressamente, riprende nel Disegno di Legge Delega il leiv motiv di Cantone: niente più deroghe, per nessuno, alle procedure di affidamento previste dal Codice degli Appalti (scordiamoci marce indietro: le convenzioni dirette ex art.5 l.381/91 nella forma pre 2015 non torneranno mai più!).

Vediamo, prendendo ampiamente spunto dalla sintesi del Sole 24Ore (ma anche fornendo il testo completo, qui) quali dovrebbero essere i punti della riforma maggiormente rilevanti per l’imprenditoria sociale.

Anac

Ha attualmente un ruolo importante, avrà un ruolo essenziale, da architrave del sistema dei contratti pubblici.

L’Autorità nazionale anticorruzione avrà «più ampie funzioni di vigilanza nel settore degli appalti pubblici e delle concessioni, comprendenti anche poteri di controllo, raccomandazione, intervento cautelare e sanzionatorio, nonché di adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile, anche dotati di efficacia vincolante». ANAC gestirà l’albo dei commissari di gara, l’elenco delle società in house, la qualificazione delle stazioni appaltanti…

ANAC, inoltre, avrà ulteriori poteri nel sanzionare le Pubbliche amministrazioni inadempienti la legge e le imprese che non denunciano fenomeni di estorsione e corruzione.

Occupazione 

Nelle gare in cui il costo della manodopera sia pari ad almeno il 50% del contratto, bisognerà garantire la stabilità occupazionale e prendere «a riferimento per ciascun comparto merceologico o di attività, il contratto collettivo nazionale di lavoro che presenta le migliori condizioni per i lavoratori ed escludendo espressamente il ricorso al solo criterio di aggiudicazione del prezzo o del costo, inteso come criterio del prezzo più basso o del massimo ribasso d’asta».

Un punteggio di favore potrà (dovrà?) essere assegnato alle imprese che «in caso di aggiudicazione, si impegnino, per l’esecuzione dell’appalto, a utilizzare anche in parte manodopera o personale a livello locale, ovvero in via prioritaria gli addetti già impiegati nel medesimo appalto».

Massimo ribasso 

Udite, udite: il criterio di aggiudicazione dovrà di norma essere quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa («misurata sul miglior rapporto qualità/prezzo»). Il miglior rapporto qualità/prezzo andrà valutato «seguendo un approccio costo/efficacia, quale il costo del ciclo di vita, e includendo il miglior rapporto qualità prezzo valutato con criteri oggettivi sulla base degli aspetti qualitativi, ambientali e/o sociali connessi all’oggetto dell’appalto pubblico o del contratto di concessione».

Poche eccezioni, regolate espressamente dal nuovo codice, andranno al massimo ribasso.

Pmi 

Ulteriore novità, in controtendenza con la pratica attuale, è vietata l’«aggregazione artificiosa degli appalti» e «l’obbligo di motivazione della mancata suddivisione in lotti».

Quindi: gare meno grandi, più facilmente accessibili dalle Piccole e Medie Imprese e più concorrenza.

Qualificazione delle imprese

Le SOA saranno riformate, cercando di rendere il sistema di qualificazione delle società più improntato a criteri oggettivi, legate alle competenze tecniche, alle risorse umane, alle attività eseguite, alla reputazione delle imprese (storia dell’impresa e rating di legalità).

Nota Bene: quando l’impresa fallita è in possesso delle attestazioni ed è stato autorizzato l’esercizio provvisorio, potrà partecipare alle gare e ottenere subappalti. Anche il curatore fallimentare potrà eseguire contratti già stipulati. Discorso simile per l’impresa ammessa al concordato: potrà partecipare alle gare, senza necessità di avvalersi dei requisiti di altri soggetti.

E specifiche sulle clausole sociali per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate?

Non c’è n’è traccia…o meglio non c’è traccia specifica, al di là del richiamo a clausole sociali per tutelare l’occupazione dei lavoratori impiegati nel servizio oggetto di gara, il termine “svantaggio” non compare nemmeno nel documento licenziato dal Senato.

Vedremo, a questo punto, il dettaglio della Riforma per come la articolerà il Governo.

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2 commenti su “La Riforma degli Appalti nell’era Cantone

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