Lavoro Bene Comune

Più di un Blog…

Alleluia! Riforma del Terzo Settore

Dopo due anni di gestazione, il parlamento ha licenziato la Riforma del Terzo Settore.

Si tratta di una legge delega, decisivi saranno i quattro decreti che il Governo è chiamato, entro 12 mesi, ad approvare e che riguarderanno:

  1. La revisione del codice civile per gli articoli riguardanti Associazioni e Fondazioni
  2. La revisione della disciplina tributaria degli enti non profit
  3. La riforma dell’Impresa Sociale
  4. Il Servizio Civile Universale

Quindi: i dettagli più sostanziosi devono ancora arrivare.

Ciononostante, qualcosa di importante già si intravede e le cooperative sociali possono trarne qualche spunto in termini di strategia futura.

A mio modesto avviso, potremmo  riflettere in particolare sui seguenti passaggi:

Art.4:

Il futuro Testo Unico del Terzo Settore prevedrà l’istituzione di un Registro Nazionale cui sarà obbligatorio iscriversi per poter godere di agevolazioni fiscali.

Il medesimo Testo Unico individuerà criteri e modalità di controllo dei requisiti e dovrà occuparsi di “disciplinare gli obblighi di controllo interno, di rendicontazione, di trasparenza e d’informazione nei confronti degli associati, dei lavoratori e dei terzi, differenziati anche in ragione della dimensione economica dell’attività svolta e dell’impiego di risorse pubbliche, tenendo conto di quanto previsto dal decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, nonché prevedere il relativo regime sanzionatorio”: in termini strategici non sarebbe male attrezzarsi per conoscere un po’ meglio previsioni e obblighi previsti dal Dlgs 231/01.

Anche Cantone, presidente dell’ANAC Autorità Nazionale Anti Corruzione, nelle sue recenti Linee Guida per l’affidamento di servizi a enti del terzo settore e alle cooperative sociali insiste nel raccomandare l’adozione del modello 231…e le Linee Guida ANAC, pur non essendo legge, costituiscono base per un eventuale giudizio in merito all’operato dei Dirigenti pubblici che istituiscono le gare: c’è da scommettere che qualcuno le prenderà sul serio!

Art.5:

Tutti gli enti del Terzo Settore, quindi anche le imprese sociali, potranno concorrere alla gestione dei Centri Servizi per il Volontariato.

I CSV offrono consulenze, progetti e corsi interessanti: è vero che hanno sempre meno risorse ma, da domani, potremo contribuire ad orientare le azioni dei Centri anche a favore dei volontari operanti nel mondo cooperativo sociale.

In termini strategici: tessere relazioni con i Centri di Servizio territoriali, conoscersi meglio.

Art.6:

E’ l’articolo dedicato alle Imprese Sociali.

Come Cooperative Sociali, diventeremo Imprese Sociali di diritto.

blog lavoro bene comune riforma terzo settoreLe Imprese Sociali (quelle differenti dalle Cooperative Sociali) potranno remunerare il Capitale Sociale con limiti analoghi a quelli delle cooperative e avranno agevolazioni fiscali.

Dalla misura di queste ultime, a mio parere, dipenderà il futuro equilibrio tra cooperative sociali e altre forme societarie: se le agevolazioni saranno importanti, solo una forte motivazione alla cooperazione potrà giustificare il ricorso alla forma societaria cooperativa.

Ed è un bene che sia così, punto.

Di nuovo, poi, troviamo la “previsione della nomina, in base a princìpi di terzietà, fin dall’atto costitutivo, di uno o più sindaci allo scopo di monitorare e vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto da parte dell’impresa sociale, sul rispetto dei princìpi di corretta amministrazione, anche con riferimento alle disposizioni del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile”.

Per le cooperative sociali di tipo B: verranno ridefinite le categorie di lavoratori svantaggiati, tenendo conto delle nuove forme di esclusione sociale…però ci saranno benefici fiscali differenti: una sorta di graduatoria tra chi è meno svantaggiato e chi lo è di più.

Art.7

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali predisporrà linee guida in materia di bilancio sociale (un’altra volta…) e di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore. Per valutazione dell’impatto sociale si intende la valutazione qualitativa e quantitativa, sul breve, medio e lungo periodo, degli effetti delle attività svolte sulla comunità di riferimento rispetto all’obiettivo individuato.

Esistono molti standard internazionali, tra i quali il più famoso è lo SROI (Social Return On Investment, qui per alcuni post in merito, su questo sito).

Art.8

Servizio Civile Universale.

E’, di per sé, una buona notizia che diventi universale, per tutti i giovani, italiani e stranieri, che lo desiderino e che hanno un’età compresa tra i 18 e i 28 anni.

Potrebbe poi essere interessante, per il mondo della cooperative sociali, capire i prossimi criteri di accreditamento per ospitare i giovani in SCU.

Art.9

Tra i benefici fiscali che l’apposito decreto dovrà prevedere, sono importanti:

– la semplificazione dei meccanismi di aggiudicazione agli enti del terzo settore degli immobili pubblici inutilizzati e di quelli confiscati alla malavita

– la possibilità, per tutte le imprese sociali di accedere a forme di raccolta di capitali di rischio tramite portali telematici (come per le start-up innovative)

Art.10

Viene istituita, tra mille polemiche, la cosiddetta “IRI per il Sociale”, la Fondazione Italia Sociale: con lo scopo di sostenere, mediante l’apporto di risorse finanziarie e di competenze gestionali, la realizzazione e lo sviluppo di interventi innovativi da parte di enti di Terzo settore, caratterizzati dalla produzione di beni e servizi con un elevato impatto sociale e occupazionale e rivolti, in particolare, ai territori e ai soggetti più svantaggiati.

Ha una dotazione iniziale di un milione di euro: gli altri 49 di cui si parla per garantire l’operatività li dovrà trovare sul territorio.

E’ un’idea di Manes, presidente di Fondazione Dynamo (e consulente di Renzi): seguirlo nelle sue uscite pubbliche potrebbe aiutarci a capire qualcosa di come pensano di far funzionare le erogazioni di Fondazione Italia Sociale a favore del Terzo Settore.

Chiudiamo con una rassegna stampa di alcuni tra i più importanti post pubblicati, in questi giorni, a commento della Legge Delega:

  1. Così la Riforma del Terzo settore realizza tre sogni – di Riccardo Bonacina, Vita.it
  2. Riforma del terzo settore: il Parlamento dà il via libera – Secondo Welfare
  3. La riforma del terzo settore for dummies – di Carlo Mazzini, Quinonprofit.it
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: